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Naufragi – Approdi, Venezia 2024

Antonella Sbrilli

Scritto da:

Redazione

La mostra NAUFRAGI – APPRODI è il risultato della collaborazione fra l’artista César Meneghetti e i Laboratori d’Arte della Comunità di Sant’Egidio: l’idea è nata dalle riflessioni che gruppi di artisti con disabilità, attivi nei Laboratori, hanno elaborato negli ultimi anni riguardo alla tragedia delle tante persone che hanno perso (e continuano a perdere) la vita cercando di raggiungere l’Europa nella speranza di un futuro migliore.
Queste riflessioni, collegate alla ricerca condotta dalla Comunità di Sant’Egidio sui dati (cifre, nomi e storie) dei migranti morti in mare, hanno trovato una sponda creativa nell’artista César Meneghetti, che da anni collabora con i Laboratori sotto il segno dello scambio, della coralità, della creazione condivisa e moltiplicata: ricordiamo la mostra DIS/INTEGRATION che dal 2021 ha toccato tante sedi centrali e periferiche.
Curata da Alessandro Zuccari, insieme con la rete della Comunità, e sostenuta dalla Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro, afferente alla Direzione regionale Musei Veneto, NAUFRAGI – APPRODI trova collocazione, da aprile a settembre 2024, nello splendido spazio della corte quattrocentesca del palazzo veneziano. Da lì, dove i riflessi dell’acqua giocano sul mosaico pavimentale e sul rivestimento marmoreo delle pareti, le opere esposte intendono ricordare e onorare la memoria dei 3114 morti e dispersi nell’anno 2023, in fuga da guerre, povertà, cambiamenti climatici.

La mostra si articola in quattro parti, che corrispondono ad altrettanti spazi:
sotto l’atrio porticato della Ca’ d’Oro, in una zona d’ombra, Meneghetti ha installato una video installazione di grande forza evocativa, costituita da un ledwall di 9 metri: nel monitor, su un mare digitale, scorrono i nomi dei 240 migranti che la Comunità di Sant’Egidio, con ineludibile pietas, ha recuperato per opporsi all’oblio. Con loro non vanno dimenticati gli altri 2874 naufraghi di cui non si conosce il nome.

Sul mosaico pavimentale sono disposte 3114 piccole barche di carta, fragili al pari dei gommoni o dei caicchi (come quello di Cutro), realizzate dalle persone con disabilità dei Laboratori che si sono interrogate su questa tragedia.

Presso la loggia sul Canal Grande, Marianna Caprioletti (artista con sindrome di Pendred) propone un’incisiva parodia grafica del celebre dipinto di Thédore Géricault La zattera della Medusa, che evoca il naufragio della fregata La Méduse avvenuto nel 1816 al largo delle coste africane.

Conclude la mostra un’opera propositiva: una sorta di provocazione a trovare soluzioni alternative di accoglienza e inclusione. Roberto Mizzon, che sfida le sue difficoltà motorie, ribalta il destino della “zattera”: il suo trittico è dedicato all’approdo possibile realizzato dai Corridoi Umanitari*, grazie ai quali sono giunti in sicurezza e legalmente in Europa oltre 7000 profughi.

César Meneghetti e i Laboratori di Sant’Egidio, convinti che l’arte non debba escludere nessuno, attivano un processo inclusivo di abbattimento del pregiudizio, anche di quello del sistema dell’arte. In tal modo, la fragilità di questi artisti si trasforma in forza comunicativa, contrastando la “cultura dello scarto” che rende chi è più debole oggetto di isolamento, rifiuto o reclusione, anziché soggetto attivo e integrato. È un processo che trasforma tutte le persone coinvolte, rimuovendo ogni tipo di barriera.
In questa nuova zona di confine si attua una reciprocità liberante: César Meneghetti indaga da tempo con i Laboratori i limiti che dividono le persone del nostro tempo, per rendere udibili le voci che siamo abituati a non ascoltare. Così emergono parole e pensieri misconosciuti, ma anche esperienze di liberazione, riscatto e speranza.
Ponendosi in parallelo alla Biennale, NAUFRAGI – APPRODI – per la sua natura e la sua articolazione – ha un profondo legame con il tema dell’essere stranieri ovunque, e di rivolgersi all’arte per dare voce e forma a questa condizione.
I visitatori potranno ricevere in dono una barchetta di carta contenente una frase tra quelle emerse nelle riunioni dei Laboratori sul tema delle migrazioni. Le frasi – raccolte con modalità diverse (registrazioni, digitazione al computer, scrittura a mano) – si offrono alla lettura come fragile ma partecipe contestazione alla retorica dei confini geografici, politici e mentali.

*Nato nel 2015 il Programma dei Corridoi Umanitari è stato attivato dalla Comunità di Sant’Egidio in collaborazione con la Federazione delle Chiese Evangeliche, la Tavola valdese e CEI-Caritas. Grazie ad accordi con i ministeri dell’Interno e degli Esteri, i corridoi umanitari hanno consentito finora l’arrivo legale in Europa di 7000 persone da Libano, Etiopia, Grecia (isola di Lesbo), Cipro, Libia e Pakistan. Si tratta di rifugiati in condizione di particolare vulnerabilità, che sono accolti a spese delle associazioni firmatarie in un percorso di integrazione attuato con corsi di lingua, avviamento al lavoro e iscrizione scolastica per i minori. Ad oggi rappresenta la proposta internazionale più efficace per affrontare la realtà migratoria.

La mostra NAUFRAGI – APPRODI | César Meneghetti + Laboratori d’arte di sant’Egidio
a cura di Alessandro Zuccari
è aperta dal 19 aprile al 15 settembre 2024
Martedì-domenica ore 10:00-19:00
Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro

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