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Caravaggio al Casino Ludovisi: la prima attribuzione di Giuliana Zandri sul terzo numero di “Storia dell’arte” – 1969

Antonella Sbrilli

Scritto da:

Redazione

A pochi mesi dalla fondazione della rivista “Storia dell’arte”, nel fascicolo 3 del 1969, la storica dell’arte Giuliana Zandri pubblica l’articolo dal titolo Un probabile dipinto murale del Caravaggio per il Cardinale Del Monte, in cui l’autrice per la prima volta attribuisce al Merisi il dipinto murale nel Casino Ludovisi di Roma, ricostruendone le vicende esecutive, la committenza, le fonti.
Proprio nel momento in cui si discute della vendita all’asta del magnifico Casino Ludovisi – gennaio 2022 – ci fa piacere ricordare che la prima attribuzione dell’unica pittura murale di Caravaggio a noi nota fu pubblicata sulla nostra rivista: riportiamo qui di seguito l’incipit di questo storico articolo e mettiamo a disposizione degli studiosi l’intero saggio scaricabile gratuitamente in formato pdf.

A proposito del Casino Ludovisi…
“Storia dell’arte” ha in preparazione per il 2022 un numero speciale Guercino e il Casino Ludovisi (1621-1623), a cura di Daniele Benati, Barbara Ghelfi, Raffaella Morselli nel quale saranno pubblicati approfondimenti sulle vicende delle committenze bolognesi nella Roma di Gregorio XV, accompagnati da uno straordinario apparato iconografico.


L’incipit dell’articolo di Giuliana Zandri:
Un dipinto rimasto a tutt’oggi inedito ed una citazione del Bellori nella vita del Merisi rimasta curiosamente trascurata pongono un problema molto interessante, la cui soluzione, malgrado la cautela di cui chi scrive ha voluto armarsi per prima, può risolversi forse nella aggiunta al catalogo dell’artista di un’opera di eccezione. Si tratta di un dipinto singolarissimo non soltanto per qualità — per un giudizio in proposito un restauro è assolutamente indispensabile — ma anche per la natura stessa di dipinto murale, di ‘ soffitto’ (e la conseguente insolita composizione) che lo verrebbe a situare come caso unico e quasi anomalo nella produzione del Caravaggio. Dalle ricerche fatte tra fonti e documenti emerge solo la testimonianza di G. P. Bellori, che nella vita di Michelangelo da Caravaggio descrive — indicando con precisione il soggetto, l’ubicazione, la tecnica e la ragione di quelle figure scorciate così arditamente —, e attribuisce l’opera al Caravaggio, ponendo tale notizia a mo’ di aggiunta alla fine della vita del celebre pittore.

Roma, Casino di Villa Ludovisi

« Tiensi ancora in Roma esser di sua mano Giove, Nettunno, Plutone nel Giardino Ludovisi a Porta Pinciana, nel Casino, che fu del Cardinale Del Monte, il quale essendo studioso di medicamenti chimici, vi adornò il Camerino della sua distilleria appropiando questi Dei a gl’elementi col globo del mondo nel mezzo di loro. Dicesi che Caravaggio sentendosi biasimare di non intendere né piani, né prospettiva tanto si aiutò collocando li corpi in veduta dal sotto in sú che volle contrastare gli scorti piú difficili. È ben vero che questi dèi non ritengono le loro proprie forme, e sono coloriti ad olio nella volta, non hauendo Michele mai toccato pennello à fresco, come li suoi seguaci insieme ricorrono sempre alla commodità del colore ad olio, per ritrarre il modello ». Nel Casino del Principe Boncompagni Ludovisi, ultimo nucleo della Villa che Papa Gregorio XV donò al nipote Ludovico cardinale e camerlengo nel 1621, al piano nobile, in uno stanzino attualmente ridotto a piccolo corridoio, il soffitto ancora esiste. E un dipinto ad olio su muro, le cui dimensioni sono di circa metri 3,00 X 1,80. Vi sono rappresentati gli elementi attraverso l’immagine simbolica delle divinità corrispondenti: Giove (aria), Nettuno (acqua), Plutone (terra); nel mezzo l’universo col sole e la terra entro un ampio globo attraversato da una fascia con i segni zodiacali dei Pesci, dell’Ariete, del Toro e dei Gemelli. Ogni divinità ha, nella figurazione, un attributo indicante l’elemento che si è voluto rappresentare. L’immagine di Giove (con l’aquila come emblema), fortemente scorciata, è avvolta in un drappo chiaro e ben luminoso simboleggiante l’aria; un cavallo marino è accanto a Nettuno e Cerbero accompagna Plutone.

L’articolo integrale, come apparve nel numero 3 di “Storia dell’arte”, luglio-settembre 1969, scaricabile gratuitamente in formato pdf:

English abstract
Here for the first time is published a mural painted in oil that is to be found in the Casino Ludovisi in Rome and which has been cited only by G. P. Bellori in the « Life » of Michelangelo by Caravaggio. The theme of such work consists in the representation of the Universe with the Elements, through the symbolic image of the corresponding divinities. In favour of the attribution of the painting to Caravaggio the Author gives as evidence the following circumstances:
a) the work was executed for Cardinal Del Monte (who became proprietor of the Vigna and of the Casino after 1596),
b) the technique of the oil, seldom used in mural decoration and preferred, anyhow, by the « Lombardi » painters,
c) the stylistic inspection, specially for some characteristics of the drapery and of the faces, that recall clearly such works as the Martyrdom of St. Matthew in S. Luigi dei Francesi and the Flight into Egypt in the Doria Gallery.
The painting has another interesting aspect from the iconological point of view: the image of the Universe of which the interpretation is tied to a modem astronomical vision known to the esoteric tradition was therefore of particular interest to the Cardinal Del Monte who, as has been said, was devoted to the study of alchemy. The theme, probably suggested by the Cardinal, is interpreted in an intense and realistic manner, but reveals a new aspect of a Caravaggio cultivated and intellectual that adheres to the spiritual movement of the new science.


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