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UN NUOVO DISEGNO DI SCIPIONE PULZONE DA GAETA

Francesca Parrilla

Nel 2013 è stata presentata al pubblico per la prima volta una numerosa serie di dipinti di Scipione Pulzone1 L’artista gaetano muore a Roma nel 1598. L’anno di nascita invece è ancora incerto ma può essere collocata tra la fine degli anni Trenta e l’inizio del decennio successivo. Sulla questione si rimanda ai recenti contributi di Zuccari 2021, pp. 397-405, Gandolfi 2021, p. 311, nota 983 e a Vannugli 2015, pp. 38-51, Amendola in Scipione Pulzone 2013, p. 193. , frutto di uno studio critico accurato e di fortunate indagini documentarie, che hanno contribuito a riportare l’attenzione su una delle personalità artistiche più rilevanti del tardo Cinquecento in Italia centrale2Scipione Pulzone 2013; Zuccari 2015.. Se la mostra di Gaeta ha dato impulso alle ricerche per un rinnovato catalogo ragionato dell’attività pittorica di Pulzone, le informazioni circa la sua produzione grafica sono ancora oggi molto scarse: i disegni attribuiti all’artista sono pochissimi e i tentativi di una loro sistematica ricognizione non hanno fornito esiti convincenti. Probabilmente, l’attenzione rivolta dalla critica alle sue note capacità di ritrattista ed esperto nell’uso del colore ha indirizzato la ricerca prevalentemente verso questa direzione, trascurando la sua attività grafica: tuttavia, i pochi fogli che gli sono stati attribuiti attestano l’accuratezza e la potenza espressiva dell’artista anche come disegnatore. Una testimonianza della sua opera grafica giunge dalle parole di un suo contemporaneo, Gaspare Celio: “Nelli disegni [Pulzone] haveva dell’antico moderno, se bene con diligenza”3Gandolfi 2021, p. 314. Si veda anche il commento alla vita dell’artista in Zuccari 2021, pp. 397-405.. È utile ricordare che Pulzone e Celio lavorarono insieme intorno agli anni Novanta del Cinquecento alla decorazione della cappella della Passione al Gesù di Roma. Nel passo della vita che il biografo dedica al gaetano, l’utilizzo degli aggettivi “antico moderno”4Cfr. Federici 2012, pp. 291-296.indica come lo stile disegnativo di Pulzone fosse una perfetta sintesi di modelli antichi e di una accorta consapevolezza di noti prototipi cinquecenteschi.

Tra i primi tentativi di attribuzione vanno menzionati i due contributi di Marco Chiarini e Mario Di Giampaolo (1980), relativi a due fogli dell’artista per la ‘Crocifissione’ nella chiesa di Santa Maria in Vallicella (1583-1586)5Il primo disegno si conserva nel Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, inv. 10498 S, si veda Chiarini 1976, pp. 383-384,431. La seconda versione si trova presso l’Istituto Centrale per la Grafica, D-FC125014, cfr. Di Giampaolo 1980, pp. 47, 92. Una copia grafica dell’intera Crocifissione è apparsa come «Anonimo del XVII secolo», in Asta libri & grafica – Libreria antiquaria Gonnelli 2019 (Asta 26 / lot. 156; matita rossa e sfumino su carta, mm 293×204). . I disegni ritraggono la ‘Madonna addolorata’, avvolta nel suo manto scuro e con le mani giunte in preghiera, caratterizzata da una spiccata plasticità scultorea. Il primo foglio conservato agli Uffizi è oggi considerato una copia dal dipinto di modesta qualità, mentre la versione all’Istituto Centrale per la Grafica è ritenuta autografa dalla maggior parte della critica ma è stata espunta da Dern, autrice di una monografia sull’artista6Cfr. Dern 2003..

In questo contesto molto incerto e quasi privo di appigli per utili confronti l’individuazione di un nuovo disegno di Pulzone costituisce un prezioso arricchimento per ampliare la ricerca e favorire nuove e più importanti scoperte(Fig. 1)7 Il disegno è apparso nel catalogo dell’asta Tajan. Tableaux et dessins anciens, Jeudi 24 Mars 2022, p. 7, lot. 9, con attribuzione a «École Italienne du XVII siécle, suiveur de Federico Barocci» (34×25 cm, matita nera e lumeggiature di gesso bianco su carta grigio-marrone)..

Fig.1 Scipione Pulzone, Testa di Vergine, collezione privata

Si tratta di uno studio preparatorio per una testa di Vergine «senza tempo», per citare la dimensione acronica individuata da Federico Zeri8Si veda Zeri 1957., caratterizzato da uno spiccato naturalismo e da riferimenti a noti prototipi, come ad esempio le celebri teste femminili realizzate da Raffaello e da Giulio Romano.9Si pensi in particolare al volto della Madonna delle Rose, dipinta da Raffaello tra il 1518 e il 1520, oggi al Prado, o alla Madonna Colonna di Berlino. Quest’ultimo riferimento si deve a Zeri. Cfr. Zeri 1957, p. 85, nota 1. Il disegno, rappresentativo dell’interesse dell’artista per la ritrattistica, riesce a rendere lo spirito del pittore: emerge infatti la sua meticolosa minuzia nel descrivere i dettagli fisiognomici e l’accurata ricerca nello studio della caduta naturalistica della luce, dimostrando un’assoluta padronanza del segno grafico, in linea con la tradizione accademica dell’Italia centrale che Pulzone acquisì soprattutto grazie alla vicinanza con Jacopino del Conte10Gandolfi 2021, pp. 310-311..

Appare immediatamente evidente la relazione di questo foglio con la testa della Vergine dell’Annunciazione del Museo di Capodimonte11 Inv. Q 1930, N. 733. Si veda la scheda di Acconci 2013, pp. 335-336, con bibliografia precedente.(Fig. 2) e delle successive derivazioni, ovvero le numerose teste di Madonnine citate in molti inventari a lui collegati e diventate vere e proprie icone12 Rinvio allo studio recente di Vannugli 2018, pp. 68-77, dove l’autore sottolinea la prassi dell’artista «a realizzare con fedeltà le sue figure più riuscite e fortunate, onde riproporle nelle medesime o sotto diverse spoglie entro dipinti realizzati non solo a stretto giro di tempo ma anche a distanza di anni»..

Fig. 2 Scipione Pulzone, Annunciazione, Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte
 

È risaputo che Pulzone trasse l’intera composizione dall’Annunciazione di Tiziano, oggi dispersa ma nota attraverso la stampa di Gian Giacomo Caraglio13Cfr. Zeri 1957, p. 84., assorbendo in particolar modo la gestualità dei personaggi, tuttavia, si rivelò abbastanza indipendente da creare una vera e propria alternativa al soggetto tizianesco, a partire dallo studio dei volti.

La testa della Vergine, sebbene rientri a pieno titolo tra i soggetti religiosi, è studiata dal gaetano come se fosse il ritratto di una giovane donna, curata e caratterizzata da una elegante acconciatura: un nastro che avvolge a spirale le ciocche sia dietro che in alto forma uno chignon di trecce ravvolte e morbidamente annodate sulla nuca, particolari che, celati nel dipinto dalle leggere pennellate del velo, emergono soltanto adesso attraverso il disegno. Una piccola ciocca infine è graziosamente tratteggiata davanti all’orecchio.

Nell’intento di armonizzare il corpo al lieve inchino della Vergine verso l’arcangelo Gabriele, Pulzone traccia il collo con una linea leggermente arcuata, un elemento che modificherà nelle altre composizioni per variare la posa della Madonna: ad esempio nella Sacra Famiglia e santi della Galleria Borghese14Inv. 313, si veda la scheda di Minozzi 2013, pp. 344-346. Fanno parte dello stesso gruppo anche la Santa Prassede nel Museo de la Colegiata a Castrojeriz (Burgos) e la Madonna della Divina Provvidenza di San Carlo ai Catinari, con la testa lievemente inclinata a destra e lo sguardo rivolto verso il basso. Cfr. le scheda di Nicolaci 2013, pp. 349-350 e Torlontano 2013, pp. 375-376; Si veda anche Vannugli 2018, p. 69. (Fig. 3) dove il capo, malgrado sia del tutto simile al nostro disegno, è caratterizzato dalla linea del collo che cade dritta su un busto frontale.

Fig. 3 Scipione Pulzone, Sacra famiglia e santi, Roma, Galleria Borghese

La grande compiutezza della definizione grafica induce a pensare ad un disegno eseguito in un momento assai prossimo alla versione dipinta, intorno alla metà degli anni Ottanta del Cinquecento.

È nel 1587 che Pulzone termina la pala dell’Annunciazione per la chiesa di Sant’Angelo in Planciano a Gaeta, poi transitata nella chiesa di San Domenico della stessa cittadina laziale e infine, dopo vari spostamenti, giunta definitivamente nel Museo di Capodimonte 15Cfr. la scheda di Acconci 2013, p. 335..

Sono gli stessi anni in cui Pulzone collabora alla realizzazione del ciclo mariano ideato da Giuseppe Valeriano per la cappella di Santa Maria della Strada al Gesù di Roma. Nel contesto di questa collaborazione era stato attribuito a Pulzone, con la partecipazione di Valeriano, un disegno raffigurante uno studio preparatorio per la Presentazione al Tempio16Il disegno si conserva all’Albertina di Vienna, inv. 672. Sull’argomento si veda Causa 1997, pp. 80-83; Dern 2003, p. 141.(Fig. 4), recentemente espunto, che ora, sulla scorta di questa nuovo ritrovamento, appare con evidenza distante dallo stile di Pulzone. Il disegno infatti è riconducibile tout court alla mano di Valeriano che ha curato l’intera progettazione del ciclo mariano, mentre secondo Baglione la partecipazione del gaetano ha riguardato esclusivamente la realizzazione dei «drappi»17Baglione 1642, p. 83. Va notato invece che Celio nella vita di Valeriano descrive le vesti raffigurate della cappella della Madonna della Strada come dipinte «alla maniera di Scipione Pulzone». Cfr. Gandolfi 2021, p. 304, nota 923, con bibliografia precedente.

Fig. 4 Giuseppe Valeriano, Presentazione al Tempio, Vienna, Albertina, Graphische Sammlung

Questi nuovi dati, che apprendiamo analizzando il disegno, ci permettono di acquisire maggiori strumenti conoscitivi dello stile grafico dell’artista che si auspica forniranno una più ampia consapevolezza per ricerche organiche e future acquisizioni.

* Tutte le osservazioni contenute in questa breve anteprima dell’articolo di prossima pubblicazione sono state dibattute e condivise con Alessandro Zuccari, Massimo Moretti, Stefano L’Occaso, Yuri Primarosa che ringrazio per il proficuo scambio di idee. Sono grata, inoltre, a Laura Bartoni, Matteo Borchia, Patrizia Cavazzini ed Elena Fumagalli per l’aiuto e gli utili confronti.


Bibliografia

Acconci 2013

A. Acconci, [Scipione Pulzone, Annunciazione], in Scipione Pulzone 2013, pp. 335-336.

Baglione 1642

G. Baglione, Le vite de’ pittori, scultori et architetti. Dal pontificato di Gregorio XIII del 1572. In fino a’ tempi di Papa Urbano Ottavo nel 1642, Roma 1642.

Causa 1997

S. Causa, Un disegno di Giuseppe Valeriano e Scipione Pulzone a Vienna, in “Paragone. Arte”, 48, Ser. 3, 12,1997 (1998), pp. 80-83.

Chiarini 1976

M. Chiarini, A drawing by Scipione Pulzone, in “Master Drawings”, vol. 14, n. 4, 1976, pp. 383-384, 431.

Dern 2003

A. Dern, Scipione Pulzone (ca. 1546-1598), Weimar 2003.

Di Giampaolo 1980

M. Di Giampaolo, A study by Scipione Pulzone, in “Master Drawings”, vol. 18, n. 1, 1980, pp. 47, 92.

Federici 2012

F. Federici, “Anticomoderno”: significati ed usi del termine nella letteratura artistica tra Cinque e Seicento, in Conosco un ottimo storico dell’arte…, per Enrico Castelnuovo; scritti di allievi e amici pisani, a cura di M.M. Donato, M. Ferretti, Pisa 2012, pp. 291-296.

Gandolfi 2021

R. Gandolfi, Le vite degli artisti di Gaspare Celio. Compendio delle vite di Vasari con altre aggiunte, Firenze 2021.

Minozzi 2013

M. Minozzi, [Scipione Pulzone, Sacra Famiglia con san Giovannino e sant’Elisabetta], in Scipione Pulzone 2013, pp. 344-346.

Nicolaci 2013

M. Nicolaci, [Scipione Pulzone, Santa Prassede], in Scipione Pulzone 2013, pp. 349-350.

Scipione Pulzone 2013

Scipione Pulzone. Da Gaeta alle corti europee, catalogo della mostra, Gaeta, Museo Diocesano, 27 giugno – 27 ottobre 2013, a cura di A. Acconci, A. Zuccari, Roma 2013.

Torlontano 2013

R. Torlontano, [Scipione Pulzone, Madonna col bambino detta Madonna della Divina Provvidenza], in Scipione Pulzone 2013, pp. 375-376.

Vannugli 2015

A. Vannugli, Alle origini di Scipione Pulzone: il punto sugli estremi biografici e sui componenti della famiglia, in Zuccari 2015, pp. 38- 51.

Vannugli 2018

A. Vannugli, Una nuova ‘Vergine Annunziata’ di Scipione Pulzone, in “Storia dell’arte”, 150, 2, 2018, pp. 68-77.

Zeri 1957

F. Zeri, Pittura e controriforma. L’arte senza tempo di Scipione Pulzone da Gaeta, Torino 1957.

Zuccari 2015

Scipione Pulzone e il suo tempo, atti della giornata di studio, Roma, Sapienza Università di Roma, 20 febbraio 2014, a cura di A. Zuccari, Roma 2015.

Zuccari 2021

A. Zuccari, Scipione Pulzone nelle Vite degli artisti di Gaspare Celio, novità e precisazioni, in L’archivio di Caravaggio, studi in onore di don Sandro Corradini, a cura di P. di Loreto, Roma 2021, pp. 397-405.

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